Girarrosto dell’informazione

maialettiPrendersela con i deboli, dimenticarsi i forti. Ecco cosa si può fare con una penna in mano, anzi con una tastiera.

Questa è la parabola dell’informazione.

Prendete il caso di Elsa Murru. Ve la ricordate? La giovane che tempo fa avevamo conosciuto quella simpatica intervista ai provini del Grande Fratello in cui raccontava i suoi sogni: imprenditrice ambulante.

“Arrostisco carne, maialetti, arrosto carne, faccio panini” era diventato un tormentone.

Un sogno raccontato così, in modo colorito, che ci aveva rubato un sorriso.

Ieri Elsa è stata arrestata insieme a un’amica mentre rubavano alcune cassette di asparagi, per un valore di circa 600 euro.

La vicenda umana di giovane donna (che ha certamente sbagliato, chi lo nega?) diventata il fatto del giorno, anzi di tre giorni, con tanti click risatine, talastima e gente che esulta per quanto è stata letta la notizia. Su un noto portale online si vanta questa notizia come la più cliccata di sempre. Che exploit!

In fondo c’è scritto un po’ tutto in questa vicenda. Nessun rispetto per nessuno, persone calpestate dalla massa non appena hanno un po’ di difficoltà o sbagliano. Magari altre notizie ben più importanti messe in disparte laddove si vanno a toccare poteri più grossi.

Bisogna fare audience, crastulo, ironia. Scorra sangue. Entrino le fiere. Prosegua lo spettacolo. Penoso. E all’amico che mi chiede “è normale, fa visualizzazioni” dico NO.

No, l’informazione non ragiona per visualizzazioni. Ragiona anche per qualità e per compiti. Informare, lo ripetevo tempo fa a una conferenza stampa, è un dovere, un compito, una missione.

L’informazione dovrebbe concentrarsi su storie come quella del maresciallo Diana, sulla zona franca tanto sbandierata (e che ora è alla resa dei conti come una grande bufala elettorale), sulla violazione dei terreni di Arborea, su truffe ben più importanti, sulla Saras, sulle eccellenze sarde in tempi di crisi, più che sulla povera Elsa e qualche altro disperato colto in fallo, mentre si continua a dar spazio e scena ai politici che si autopromuovono o ai vip dello scaibic.

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